Workshop e Masterclass del prof. Carlo Martino – Matera, 15-16 dicembre 2025

Come si trasforma un’idea in un artefatto e quali linguaggi stanno ridefinendo la cultura del progetto nel XXI secolo: sono questi i concetti chiave, uno metodologico, l’altro critico, che hanno strutturato le due giornate del 15 e 16 dicembre 2025 presso l’Istituto del Design di Matera, nell’ambito del Progetto PNRR D.I.A.R.Y., dedicato all’internazionalizzazione del sistema dell’Alta Formazione Artistica, Musicale e Coreutica. L’iniziativa ha coinvolto gli studenti del secondo e terzo anno e ha visto la partecipazione del prof. Carlo Martino, Professore Ordinario di Disegno Industriale alla Sapienza Università di Roma, accompagnato dai dottorandi Mirko Bonfiglio e Gaia Casaldi del Dipartimento di Pianificazione, Design e Tecnologia dell’Architettura dello stesso ateneo.

La mattina del 15 dicembre, Martino, insieme ai dottorandi, ha condotto il workshop “Dal concept all’artefatto. Metodologie e pratiche di ricerca nel design”, guidando gli studenti attraverso gli strumenti del Design Thinking e del Service Design, Customer Journey Map, Personas, Empathy Map, Double Diamond, per strutturare il processo creativo tra fasi di apertura esplorativa e momenti di sintesi progettuale. Partendo da esempi iconici della storia del design, dalla Superleggera di Gio Ponti alla lampada Arco dei Castiglioni, il workshop ha mostrato come le grandi idee progettuali si traducano in artefatti attraverso scelte metodologiche precise. Un focus particolare è stato dedicato al concetto di design sensibile: un approccio che restituisce centralità alla dimensione corporea e multisensoriale dell’esperienza, particolarmente significativo nell’epoca degli oggetti digitali e delle “non-cose”. Le revisioni progettuali che hanno seguito la lezione hanno permesso agli studenti di confrontarsi direttamente con i due ricercatori sui propri lavori in corso.

A chiudere le due giornate, la Masterclass del prof. Carlo Martino, “Linguaggi e canoni del design di inizio secolo. Dalla manipolazione scalare a quella cromatica, dalla casualità all’iterazione”, ha offerto una chiave interpretativa per comprendere le trasformazioni in atto nella cultura del progetto. Martino ha ricostruito come il Novecento si sia chiuso con alcune certezze condivise, la cultura astratto-geometrica di matrice razionalista da un lato, quella organico-naturalistica dall’altro, e come il nuovo secolo abbia invece aperto una profonda revisione di quelle regole. Oggi il design del XXI secolo è attraversato da fenomeni nuovi: il sopravvento del dettaglio sull’insieme, la manipolazione scalare e cromatica, l’iterazione come forma di sottolineatura, il “saccheggio” di segni da culture altre, e infine l’ingresso del caso nel processo progettuale, con tutto ciò che l’integrazione dell’intelligenza artificiale comporta per la definizione stessa di autorialità.

Un percorso che ha trovato piena risonanza nel contesto del progetto di ricerca Toy: design & experience, progetto nel quale gli studenti erano chiamati a confrontarsi proprio con la complessità del design contemporaneo, tra sperimentazione materica, identità culturale e dimensione esperienziale dell’oggetto ludico, muovendosi consapevolmente tra strumenti metodologici e pensiero critico.

 

Progetto “Digital and International Arts through Augmented Reality and Research for Young students (artists) – D.I.A.R.Y.” – CUP H81B24000090006 (Decreto di concessione n. 156 del 13/05/2024) è finanziato dall’Unione Europea – NextGenerationEU per la M4C1 – Linea d’investimento 3.4, “Didattica e competenze universitarie avanzate”, sotto-investimento T5 “Partenariati strategici/iniziative per innovare la dimensione internazionale del sistema AFAM” del PNRR